martedì 23 dicembre 2014

Foto come fossero appunti sul moleskine

I convogli del mondo artropode: il Trigoniulus.
È uno spettacolo vederlo avanzare, sinuoso, fluido e coordinato. Con le sue miriadi di zampine (infatti è un Miriapode) sembra il cagnetto a spasso dipinto da Balla. Mountain drive, Grahamstown, Eastern Cape.

Lui era (sigh) il mio animaletto domestico, Spidy. Un ragno chiamato Huntersman per la sua modalità di caccia: fa imboscate alle prede che morde di scatto, senza la tecnica passivista della tela. Ci si può convivere bene perché è molto timido nei confronti dell'uomo e rende anche un notevole servizio di disinfestazione pappandosi i vari ospiti indesiderati (formiche, scarafaggi e altri insetti molesti). Purtroppo, dopo un po' di giorni che lo vedevo un po' troppo statico, una mattina l'ho trovato stecchito.

Scotland or South Africa? #1, Dwesa-Cwebe Wildlife Reserve, Eastern Cape.
Le mucche sono state introdotte come prede per leopardi e leoni.

(Non è veroo!! :D Non ci sono leopardi e leoni, solo tigri! :D
A dire il vero, lì le mucche non potrebbero proprio starci perché è riserva...se tutto va bene, saranno di un parente di un membro del consiglio direttivo della riserva).



Scotland or South Africa? #2, Dwesa-Cwebe Wildlife Reserve, Eastern Cape.

Dwesa-Cwebe Wildlife Reserve, Eastern Cape: Vista (verso O) della baia alla foce del fiume Ngoma.

Dwesa-Cwebe Wildlife Reserve, Eastern Cape: Passeggiando sul selciato naturale.

Circa 20km a sud di Grahamstown.
Please note! Rhino horns on this reserve are treated and unfit for human consumption. (Attenzione! I corni di rinoceronte di questa riserva sono trattati e non commestibili).
Vi ricordate i cartelli che ogni tanto si incontrano lungo i confini dei frutteti? "Frutta avvelenata". Ecco, la frutta ovviamente non è avvelenata, così come il corno del rinoceronte, semplici considerazioni logiche: a) lo scopo è dissuadere i malintenzionati; b) perché coltivare frutta e poi avvelenarla?; c) che veleno puoi mettere su un corno di rinoceronte che sia nocivo all'uomo ma non al rino?
La cosa triste è che questi pacifici bestioni stanno per estinguersi (no, non è falso allarmismo) perché dei poveracci con le pezze al culo li ammazzano per quattro soldi, asportano il corno e lo vendono a qualche mafioso laotiano/vietnamita/cinese che poi lo rivende ad un prezzo maggiore rispetto all'oro a qualche mentecatto, suo connazionale, in grado di sborsare tali cifre per potersi pippare la polvere di corno.
A che pro? Massù! Ma non ditemi che non conoscete gli effetti della polvere di corno di rino!! Se lo sapevano quelli della Pfizer, altro che scervellarsi ad inventare il Viagra, si mettevano ad allevare rino!

P.S.: Ovviamente il corno di rino non ha alcun effetto reale sull'essere umano, ma sugli idioti e sui rinoceronti evidentemente sì.

Mantide Religiosa

Pianta autoctona e spontanea. Fra l'altro pioniera, perché era tra le prime che ho visto spuntare in un terreno bruciato. Non so di che variante si tratti, se Indica o Sativa. Dintorni sud di Grahamstown, Eastern Cape.

...dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i...funghi!
Letame d'asino lungo le strade di Grahamstown, Eastern Cape.

Dwesa, Eastern Cape: Tramonto sulla foce del fiume Nqabara (vista verso SO).

Questa foto sembra inutile, in realtà è un documento incredibile e ha pure un che di quasi magico.
Questo chiusino si trova nella riserva naturale di Dwesa, un piccolo e remoto posticino del Sudafrica, dove ci si arriva dopo due-tre ore di strada di montagna non asfaltata e lontano da qualsiasi centro.
Sapete da dove viene, dov'è prodotto, questo chiusino?
Italia, Lavis (TN).
Ok, al di là delle immediate reazioni di stupore per la distanza raggiunta da questo manufatto, c'è di più per stupirsi.
Il mio amico, nonché supervisore universitario in Sudafrica, Lorenzo è anch'egli originario di Lavis!
Ma non finisce qui: lui è sposato con Pinky che proviene da Dwesa!

Sono riuscito a rintracciare l'origine del chiusino perché, calpestandolo, il marchio ha attirato la mia attenzione in quanto mi ricordavo di averlo già visto a Padova o Vicenza, e poi via di internet e google et voilà: la globalizzazione in una foto, storie di uomini e ghisa.

We are all Marikana (Siamo tutti Marikana), graffito a Grahamstown che ricorda il massacro di minatori ad opera della polizia avvenuto a Marikana, Gauteng, 2012.

Visione panoramica (verso NE) dell'ultimo tratto del fiume Ngoma, Dwesa-Cwebe Wildlife Reserve, Eastern Cape.

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